Assunta Campi

 

(titolo originale: La ceramica da fuoco dall’insediamento di Montella (AV). Tipologie di vasellame in uso in una comunità del IX secolo, in “III Ciclo di Studi Medievali”, Atti del Convegno, Firenze 8-10 Settembre 2017, pp. 177-187)

 

L’insediamento fortificato di Montella (Avellino, alta valle del Calore), oggetto di indagini archeologiche condotte tra il 1980 ed il 1992 e più recentemente tra il 2005 ed il 2007[1] , sovrasta l’attuale abitato del comune irpino, la cui genesi è da ricondurre all’unione dei casali sorti nell’immediato fondovalle nel bassomedioevo. Le ricerche condotte sul Monte, altura sulla quale sorse il centro fortificato, hanno evidenziato la complessa natura e storia insediativa del sito, le cui prime fasi risalgono al VI-VII secolo, momento in cui si assiste alla formazione di un villaggio di capanne in tecnica mista in seguito al progressivo abbandono che interessò il fondovalle. L’insediamento, evolutosi in azienda curtense tra VII ed VIII secolo come attestato altresì dal giudicato di Arechi II nel 762[2], assunse una configurazione ben definita, con significative strutture difensive, entro la metà del IX secolo allorché Montella divenne sede di un gastaldato che, con la divisione del Ducato di Benevento dell’849[3], venne a trovarsi al confine tra i principati di Benevento e Salerno. Tale circoscrizione amministrativa si estendeva tra l’alta valle del Calore e quella del Sabato e confinava con i gastaldati di Quintodecimo a N, di Avellino ad W, di Conza ad E e a S con quello di Rota.

L’abitato, contraddistinto da impianti difensivi che recingevano l’area del Monte, dalle strutture residenziali del gastaldo ubicate nella porzione più alta dell’altura e dal villaggio sviluppatosi nell’area murata, fu danneggiato dal terremoto del 989[4], i cui effetti devastanti portarono ad un rimodulazione dell’insediamento. Un riassetto significativo, soprattutto nell’area occupata in precedenza dalla gastaldaga, si ebbe nel XII secolo allorché venne edificato, nel punto più alto dell’altura, il donjon cilindrico nell’ambito di un vera e propria risistemazione del ridotto difensivo sommitale. Tuttavia è tra la fine del XIII ed il XIV secolo che l’area del Monte vide una serie di trasformazioni che modificarono radicalmente l’assetto dell’area murata: la definizione di terrazzamenti (rasole) e l’edificazione dei relativi muri di contenimento, che coprirono le tracce delle strutture del villaggio fortificato, rientrò nell’insieme di interventi volti alla realizzazione di un parco fornito di complessi sistemi di approvvigionamento idrico utili per alimentare fontane. Tali trasformazioni, unitamente al rinnovamento della cinta muraria dell’area e delle strutture del palatium [5], sono da ricondurre alla frequentazione aristocratica che, a partire da Carlo II d’Angiò, interessò il sito di Montella. L’abbandono del castello e dell’area murata, già interessata da fenomeni di decadimento a partire dalla seconda metà del XV secolo, si ebbe nella prima metà del secolo successivo in seguito al saccheggio operato dalle truppe francesi sotto il comando del Lautrec (1528). Con la seconda metà del Cinquecento, si assiste alla costruzione del convento francescano congiuntamente alla ristrutturazione della chiesa di S. Maria del Monte ubicata nella porzione orientale dell’ara murata. Area murata che fu in parte utilizzata per scopi agricoli dai religiosi che utilizzarono le strutture conventuali fino alla prima metà del XX secolo.

1. M. Rotili, Le ricerche nel castello e nell’area murata del Monte (1980-92, 2005-07). Diagnosi e strategia. in Le ricerche nel castello e nell’area murata del Monte (1980-92, 2005-07), M. Rotili, Napoli, 2011.
2.  Chronicon S. Sophiae= Chronicon Sancta Sophiae (cod. Vat. Lat. 4939), edizione e commento a cura di J.M. Martin con uno studio sull’apparato decorativo di G. Orofino (Istituto Storico Italiano per il Medio Evo, Fonti per la storia dell’Italia medievale, Rerum Italicum Scriptores, 3**). Roma, 2000.
3.  Divisio ducatus= Radelgisi et Siginulfi divisio ducatus beneventani, a cura di F. Blumhe, in MGH, Leges, IV, Hannoverare 1868, pp. 221-224.
4.  M. Baratta, I terremoti d’Italia. Saggio di storia, geografia e bibliografia sismica italiana, Torino (rist. anast. A. Forni, Sala Bolognese 1978),1901; D. Molin , The Campania earthquake of 990, in Postpischl (a cura di). Atlas of isoseismal maps of Italian earthquake. Bologna, 1985, pp. 10-11; E. Boschi (a cura di), Catologo parametrico dei terremoti, Bologna, 1999
5. M. Rotili, C. Ebanista, Donjon e palatium a Montella: dinamica di una residenza tra XII e XVI secolo, in I Congresso nazionale di archeologia medievale, S.  Gelichi (a cura di). Firenze, 1997.

In foto: Castel del Monte, Montella (AV)

Continua a leggere

 

Reset della password
Per favore inserisci la tua email. Riceverai una nuova password via email.

Pin It on Pinterest