I TEMPLARI E LE RELAZIONI TRA LE DUE COSTE  DELL'ADRIATICO

Vito Ricci

 

 

Tra le due coste dell’Adriatico in epoca medievale vi furono costantemente degli scambi che interessarono diversi ambiti. Tra tali relazioni vanno annoverate anche quelle relative agli insediamenti dell’Ordine templare che non sono mai state oggetto di uno studio specifico. Tale Ordine aveva stabilito delle proprie mansioni sulle due coste dell’allora golfo di Venezia che abbracciavano ben tre Province: l’Apulia e l’Italia-Lombardia, sul versante della penisola italica, e l’Ungheria sul versante opposto. La presenza templare su entrambe le sponde dell’Adriatico è dovuta a due motivazioni principali: la possibilità di utilizzare le strutture portuali e la presenza della viabilità terrestre, elementi che consentivano la comunicazione con l’Oltremare. Il presente contributo vuole affrontare l’esame delle relazioni delle domus presenti in quattro contesti territoriali: la Puglia, Venezia, l’Istria e la Dalmazia, soffermandosi particolarmente su quelle tra le Province di Apulia e di Ungheria che divennero abbastanza intense dopo l’avvento della dinastia angioina nel regno magiaro e la contemporanea presenza nel Mezzogiorno italiano. Le relazioni furono di tipo economico e marittimo, come ad esempio l’invio di frumento dai porti pugliesi, ma riguardarono anche i cavalieri della Provincia di Ungheria in transito dai porti pugliesi, quelli del Mezzogiorno inviati nelle case al di là dell’Adriatico, in diverse circostanze con funzioni diplomatiche nel Regno di Ungheria per conto degli Angioini. Accanto a queste vanno annoverate anche quelle con la Repubblica di Venezia e i suoi mercanti o quelle con gli armatori della costa dalmata.

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