L'ECONOMIA DELLE FONDAZIONI TEMPLARI IN PUGLIA

Vito Ricci

 

 

L’Ordine religioso-militare dei Poveri Cavalieri di Cristo e del Tempio di Salomone (Pauperes Commilitones Christi Templique Salomonici), meglio noti come Templari, fu fondato in Terrasanta tra il 1118 e il 1120. I loro insediamenti erano finalizzati alla difesa ed al controllo dei territori conquistati dai Franchi a seguito della spedizione crociata. Il mantenimento di fortezze, castelli e casali fortificati, comprese le guarnigioni che li difendevano, assorbiva ingenti quantità di denaro. Per far fronte a queste spese, l'Ordine aveva creato in Occidente una rete di domus-preceptorie capaci di “produrre” quanto veniva “consumato” in Oriente. L’avanguardia templare era impegnata a combattere i Musulmani in Outremer, mentre altri confratelli operavano in Europa fondando domus, ricevendo donazioni e lasciti di beni fondiari, ottenendo benefici e privilegi da re e papi, il tutto finalizzato a raccogliere risorse economiche per sostenere le case in Terrasanta e mantenere le posizioni conquistate. In breve tempo in Occidente l’Ordine venne a possedere un considerevole patrimonio fondiario, con relative rendite, e una serie di benefici che la Chiesa aveva concesso. 

Una regione che vide una significativa presenza di insediamenti templari in Italia fu la Puglia a causa della sua posizione strategica protratta verso l’Oriente. Lo studio si propone di analizzare l’economia templare in questa regione, che assieme alla Sicilia fu il granaio della Terrasanta e come afferma Houben: «senza risorse alimentari prodotte nel Mezzogiorno italiano le crociate sarebbero state difficili, se non impossibili». Le fondazioni templari furono presenti sia sulla fascia costiera pugliese nelle città portuali che nell’entroterra dove impiantarono una serie di aziende agropastorali. Particolare attenzione sarà posta agli insediamenti della Capitanata con le notizie desunte dal Quaternus de excadenciis et revocatis Capitinatae (1248-49) e alla domus di S. Maria del Tempio di Lecce per la quale si dispone di un dettagliato inventario del 1308. 

Saranno esaminate le colture praticate e le forme di allevamento, le strutture produttive, l’organizzazione del lavoro, i rapporti con le collettività locali, gli scambi con la Terrasanta, l’influsso che gli stanziamenti templari ebbero sull’economia della Puglia e del Mezzogiorno italiano più in generale. Sarà dibattuta infine la questione relativa alla presunta politica colonialistica, sostenuta da Demurger, attuata dagli ordini religioso-militari nei loro insediamenti in Occidente.

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