"LE CHIESE DEL TERREMOTO" #6

Per il progetto “LE CHIESE DEL TERREMOTO” #6, NUME fa tappa a Campi di Norcia (PG), per scoprire la sorprendente chiesa di San Salvatore (XII secolo), che è stata completamente sventrata dal sisma del 26 ottobre 2016.

 

La chiesa sorge sull'area dell'antico centro di Campi, in una zona pianeggiante detta ancora oggi “la città”, su un piazzale ai margine della viabilità antica e moderna, addossata al cimitero del paese.

Il primo nucleo dell'edificio risale al 1115. Tuttavia l'aspetto attuale era dato da un aggiornamento trecentesco (di quel periodo è l'icnografia ad aula unica ed il portale di sinistra), poi allargato, a causa dell'incremento della popolazione, nel 1491. A questo periodo si devono far risalire la seconda navata, il portale di destra ed i due ricchi rosoni. Il campanile era stato iniziato da maestri locali sul finire del `400 ma furono poi maestri lombardi a portarlo a termine intorno al 1538. La commistione di questi due interventi ha determinano il sorprendente assetto della facciata a due portali, un caso pressoché isolato nell'area.

L'interno di San Salvatore. E' possibile interagire con l'immagine (foto tratta da Google Street View)

Le pareti di San Salvatore rappresentavano una ricca antologia pittorica del territorio, una delle più significative del Quattrocento nursino. Su di esse, disposte su più registri, vi erano le opere di Nicola da Siena, della famiglia degli Sparapane e di Domenico di Jacopo da Leonessa. Sulle superfici più basse Giovanni Sparapane e il figlio Antonio dipinsero l'Annunciazione, la Pietà, le donne al sepolcro e la Resurrezione; negli archetti gli Apostoli e la Madonna con Bambino; sul lato corto invece i Santi Gerolamo, Gregorio Papa e Agostino furono dipinti nel 1493 dopo che venne aggiunta la seconda navata. Degni di nota erano l’iconostasi trasversale e l'attico superiore, cui si accedeva tramite una scala in pietra; furono costruiti per facilitare il culto di un crocifisso ligneo appeso alla parete, la stessa su cui era stato riportato in luce il vasto affresco che fungeva da sfondo: rappresentava la Madonna e San Giovanni evangelista con una turba di Angeli che raccolgono il sangue del crocifisso nei calici e si squarciano le vesti dal dolore. La fronte dell'iconostasi (1463) era formata da tre archi impostati su due colonne ottagonali con capitelli a foglia d'acanto.


la Crocifissione e l'Incoronazione della Vergine (dettaglio)

Superiormente correva una galleria di archetti trilobati scompartiti da colonnine e delimitati da due cornici orizzontali.

Le pitture della zona inferiore dell'iconostasi sono tutte databili attorno al 1466, vi lavorarono Nicola da Siena (firma e data sotto un frammento di Madonna in trono, a sinistra), uno Sparapane (S. Bernardino da Siena) e Domenico da Leonessa (cui si devono gli affreschi della volticina di destra con Angeli recanti i simboli della Passione e un Cristo della Messa di S. Gregorio, trafugato qualche decennio fa dopo il distacco). Lì accanto, su un lembo della parete perimetrale dell'edificio trecentesco, era stata riportata alla luce una colorita Madonna con Bambino dei primi del `400 (l'infante porta un corallo e una crocetta al collo).

  

Le pitture della zona inferiore dell'iconostasi sono tutte databili attorno al 1466, vi lavorarono Nicola da Siena (firma e data sotto un frammento di Madonna in trono, a sinistra), uno Sparapane (S. Bernardino da Siena) e Domenico da Leonessa (cui si devono gli affreschi della volticina di destra con Angeli recanti i simboli della Passione e un Cristo della Messa di S. Gregorio, trafugato qualche decennio fa dopo il distacco). Lì accanto, su un lembo della parete perimetrale dell'edificio trecentesco, era stata riportata alla luce una colorita Madonna con Bambino dei primi del `400 (l'infante porta un corallo e una crocetta al collo).


 Se è chiaro che l'impianto della chiesa è stato completamente squarciato dal sisma, e che la straordinaria facciata è ormai perduta, non sono ancora stati stabiliti con esattezza i danni riportati dal ciclo pittorico all'interno.


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Commenti: 3
  • #1

    Marc83 (mercoledì, 09 novembre 2016 10:49)

    Straordinario. Speriamo si possa salvare qualcosa

  • #2

    regi (mercoledì, 09 novembre 2016)

    Complimenti!! bellissimo progetto**!

  • #3

    anto91 (martedì, 29 novembre 2016 13:06)

    Bravi