RICERCHE ARCHEOLOGICHE A MONTELLA (AV)

 L’area murata e terrazzata del Monte (foto da elicottero, 2008)
L’area murata e terrazzata del Monte (foto da elicottero, 2008)

 

Gaetana Liuzzi

 

(titolo originale Ricerche archeologiche a Montella: le trincee 1/90 e 7/90 nella Rasola 2, in "II Ciclo di Studi Medievali", Atti del Convegno, Firenze 27-28 Maggio 2017, pp. 183-199)

 

 

1.    Inquadramento storico-topografico

Il “Castello del Monte” di Montella (Avellino, Campania, alta valle del Calore) si sviluppa sulla sommità di un rilievo roccioso, privo di sorgenti, che ovrasta ancora oggi il centro abitato attuale da cui dista in linea d’aria circa 700 m (ROTILI 2011a, p.11). Si tratta di un poderoso impianto architettonico di età normanno-sveva e angioina  attorno alla cui torre (donjon) si articola una vasta area murata che giunge, a Sud, a quota 760 m slm circa, fino al convento e chiesa di S. Maria del Monte o della Neve. L’intervento archeologico, guidato dal Professore Marcello Rotili, che ha interessato l’intero sito, è stato condotto nell’ambito del programma d’indagine e studio degli insediamenti medievali della Campania interna (ROTILI 1996a; 1996b; 1998) di cui, nella sua fase iniziale, il caso di Montella ha rappresentato l’avvio.

Tra il 1980 e il 1992, poi tra il 2005 e il 2007 (ROTILI 2011a), sono stati svolti scavi che hanno accertato le diverse fasi di occupazione dell’area. Sin dal VI-VII secolo il Monte fu sede di un insediamento (VI-VII secolo) individuato da un villaggio con abitazioni e da altre strutture in tecnica mista. In particolare si tratta di un’abitazione con annesso focolare, individuata da resti di muratura con due alloggiamenti in pietre legate da malta, e di un piccolo cimitero con sepolture in nuda terra o scavate nella roccia o ancora con cassa in muratura (EBANISTA1999), individuato nelle rasole 4 e 5. Il termine rasola, che nel latino medievale corrispondeva ad un’unità di misura, indica la serie di terrazzamenti realizzati tra la fine del XIII e il XIV secolo ed indicati per la prima volta all’interno della Dichiarazione della […] Pianta di tutto il Monistero de P. Riformati sotto il titolo di S. Maria del Monte (ROTILI 2011a, p. 65, fig. 115).

Tra il VII e l’VIII secolo, l’altura del Monte dovette costituire il nucleo dominicale di un’azienda curtense attestata da un giudizio di Arechi II nell’agosto 762 (Cod. Vat. Lat. 4939, ff. 81r, 83r; BERTOLINI 1926, p. 28 n. 69; Chronicon S. Sophiae, XV, II, 15, pp. 460-464, pp. 461, 463): nel documento si fa cenno per la prima volta all’insediamento.

Verso la fine dell’ VIII - inizi del IX secolo l’insediamento acquista una configurazione ben definita, con la realizzazione di un circuito fortificato di cui, a seguito degli scavi, sono evidenziate le murature (ROTILI 2011, pp. 37-38). L’assetto fortificato è tra l’altro conforme al momento in cui Montella fu elevata a sede di un gastaldato, citata dalla Divisio Ducatus Beneventani dell’849 (Divisio ducatus; CILENTO 1966, p. 93) e ubicata in un punto di snodo e di controllo tra i ducati di Benevento e Salerno.

Dopo le fasi di X-XII secolo, in cui il sito subisce le ripercussioni del terremoto del 989 e di conseguenza il restringimento della parte alta, il momento di maggior splendore si colloca tra la fine del XIII secolo e l’inizio del XIV secolo, allorché l’area del Monte è sottoposta a notevoli trasformazioni tali da modificarne l’assetto. Vengono realizzati una serie di terrazzamenti (rasole) con i relativi muri di contenimento coprendo le strutture del villaggio fortificato (IX sec.): il nuovo allestimento è coerente alla realizzazione di un parco provvisto di complessi sistemi di approvvigionamento idrico, quest’ultimo composto da numerose fontane. Questo assetto allude certamente alla frequentazione dell’élite regia di Carlo II d’Angiò, inaugurando per Montella una vocazione aristocratica che mantenne fino al successivo abbandono.

La fase di declino inizia già a partire dalla seconda metà del XV secolo e subirà un colpo definitivo a seguito del saccheggio operato dalle truppe francesi di Lautrec (1528), allorché l’area verrà definitivamente abbandonata.

Le ultime attività presso l’area del Monte si hanno nella seconda metà del Cinquecento in occasione della realizzazione del convento francescano congiuntamente alla ristrutturazione della chiesa di S. Maria del Monte nella parte orientale dell’area murata. I religiosi impiegarono i terreni circostanti per scopi agricoli fino a tralasciarli definitivamente nella prima metà del XX secolo.

 

2.    La rasola 2

La rasola 2 è situata lungo il versante nord-orientale dell’area di servizio del Castello di Montella, tra la rasola 20 e la rasola 3, ad una quota di + 6,48 m rispetto al punto 0.00 fissato a -796,26 m s.l.m.

Il terrazzamento è definito dalla recinzione del castello 5202 a nord-ovest, mentre ad est dalla strada 3302 che conduce al Castello. Dall’analisi dei riempimenti individuati lungo il muro 5202 e dalle unità stratigrafiche murarie 1132 e 1133 e la presenza di roccia affiorante nella parte sud della rasola si attesta che la configurazione originaria presentava una forte pendenza da sud verso nord.

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