ATTRAVERSO LA LUCE: LA "SICILIA SACRA" DI FRANCESCO FERLA

 

Redazione

 

"Prima di iniziare a sfogliare questo volume, chiudete per un attimo gli occhi e concentratevi: immaginate di essere un uomo o una donna di dieci secoli fa, e di avere l’assoluta consapevolezza che la chiesa nella quale state per entrare non sia soltanto un edificio di culto, ma rappresenti l’intero universo, e che la luce che filtra dalle finestre non sia soltanto una comoda fonte di illuminazione, ma Dio stesso che lo irradia.

Provate ad immaginare quale senso di terribile meraviglia potesse impossessarsi del cuore di quegli uomini e donne.

Adesso aprite gli occhi, ed iniziate a scorrere le fotografie di Francesco Ferla."

 

Così Roberto Del Monte, Presidente del Gruppo di Ricerca NUME, introduce il nuovo volume fotografico dell'artista internazionale Francesco Ferla. Poche parole che già ci trasportano in questa “Sicilia Sacra”.

 

È un sodalizio che promette ottimi frutti, quello tra il fotografo palermitano (ma che si muove tra Italia, Francia ed Inghilterra) ed il Gruppo di Ricerca NUME, poiché il volume è stato realizzato in vista della partecipazione del nostro gruppo alle manifestazioni per Palermo Capitale Italiana della Cultura 2018, con una giornata internazionale di studi dedicati proprio alla Sicilia arabo-normanna. E quale miglior corredo a questa iniziativa, se non un elegante volume che raccoglie gli scatti più belli che Ferla ha realizzato per il Comune di Palermo in occasione della candidatura a Patrimonio Unesco delle meraviglie palermitane?

 

Le foto di Francesco Ferla non sono semplici scatti, ma vere opere d’arte, che ci immergono nel fascino dorato delle chiese siciliane costruite al passaggio tra dominio arabo e conquista normanna, in un sincretismo formale e linguistico che lascia senza fiato: la miglior dimostrazione, in un periodo storico come quello che stiamo vivendo, che dalla commistione delle culture può (e deve) nascere sempre qualcosa di straordinario.

 

"Le sue fotografie si muovono su un doppio binario, quello del cuore e quello della mente.

Del cuore, non solo perché questi scatti risvegliano il secolare legame tra il territorio siciliano ed i suoi tesori architettonici più preziosi (proprio queste sono alcune delle immagini che il Comune di Palermo ha scelto per candidare l’eredità artistica arabo-normanna della Sicilia a Patrimonio Unesco), ma anche perché attraverso il gioco sapiente delle luci e delle ombre Francesco Ferla ci trasporta in una dimensione mistica che cattura l’anima. L’artista ci consegna occhi diversi per guardare al sacro (al quale forse non siamo più abituati): occhi nuovi ed antichissimi, gli stessi di un uomo di mille anni fa. Percorriamo la navata centrale di Santa Maria dell’Ammiraglio col suo stesso sentimento di terrore, di gioia, di spirituale esaltazione.

 

Gli scatti colgono e reificano il senso stesso di quella «metafisica della luce» medievale che costituiva il principio ontologico essenziale di ogni ente fisico, sia esso animato o inanimato. Dio stesso è concepito come Luce Eterna. Da un punto di vista cosmologico, dunque, la luce permette la costituzione dell’universo, nonché il suo mutamento: la diffusione della luce è infatti la causa a cui possono essere ricondotti tutti gli altri rapporti di causalità naturale. Per questo alla metafisica della luce si accompagna anche una fisica della luce e, non meno importante, anche un’estetica della luce. Ed è proprio questa estetica, nella sua originaria formulazione, che Ferla immortala con la sua macchina fotografica.

 

Ma il fotografo corre anche sul binario della mente, perché scompone, con l’occhio cartesiano dell’uomo contemporaneo, le volte delle chiese palermitane di San Cataldo o di San Giovanni degli Eremiti, aprendole come lo spaccato di un progetto rinascimentale, con la stessa doviziosa precisione dei disegni di un Villard de Honnecourt, e dando allo spettatore la possibilità di una visione multicentrica assolutamente inedita, ed impossibile per gli uomini del passato." (da "Sicilia Sacra", pp. 5-6)

 

Il volume non è attualmente acquistabile in libreria: si tratta di un omaggio esclusivo per chi voglia tesserarsi e sostenere la nostra Associazione Culturale, che negli ultimi anni si è impegnata attivamente nella promozione degli studi medievistici e nella conoscenza del patrimonio artistico medievale italiano e non solo.

 

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