👉 Alessandro Bona

titolo originale: La chiesa di San Desiderio ad Assago (MI): un sito archeologico pluristratificato alle porte di Milano, in “IV Ciclo di Studi Medievali”, Atti del Convegno, Firenze 4-5 Giugno 2018, Arcore (MB) 2018, pp. 37-44.

Introduzione1

L’attuale territorio comunale di Assago, situato nell’area immediatamente a sud-ovest rispetto alla città di Milano, confina con i vicini centri di Buccinasco, Zibido San Giacomo, Rozzano e lo stesso capoluogo lombardo. Questi luoghi, caratterizzati da terreni pianeggianti con abbondanti acque superficiali (condizioni tipiche dell’area di pianura Padana a sud della fascia dei fontanili) hanno avuto fino al secondo dopoguerra una vocazione prevalentemente agricola e solo negli ultimi decenni si è assistito ad un’intensa edificazione a scopo abitativo e commerciale.

Gli scavi archeologici entro la chiesa di San Desiderio, la parrocchiale del paese, hanno dimostrato che l’insediamento umano stabile in quest’area può essere fatto risalire al I secolo d.C. e la sua occupazione prosegue, senza soluzione di continuità, fino all’età contemporanea. L’unico elemento decisamente più antico è costituito da una lama in selce di falcetto databile all’età del Bronzo, rinvenuta fuori contesto nel terreno di riempimento di una tomba medievale. Il reperto potrebbe forse suggerire una frequentazione di questo territorio in un periodo anteriore rispetto a quanto evidenziato dagli scavi, sebbene sicuramente non nell’area indagata, in cui i livelli di I secolo d.C. si depositano, come vedremo, direttamente sopra lo sterile. La possibile fase preistorica non è dunque al momento stata individuata archeologicamente e non si conoscono quindi i dettagli cronologici e l’eventuale tipologia del sito.

Per quanto concerne invece gli aspetti legati alla ricerca storica e documentaria inerenti, in generale, tale località del milanese, le menzioni nelle fonti non permettono di risalire ad un periodo anteriore alla prima metà del XII secolo, evidenziando pertanto l’esistenza di un notevole scarto cronologico tra queste e le strutture murarie e i materiali messi in luce. La prima citazione del toponimo Assago è infatti del 1137: il documento, un atto di vendita tra privati, riguarda un terreno situato in loco et fundo Asiago2. Per trovare invece la prima menzione della chiesa di San Desiderio occorre risalire fino al Liber notitiae Sanctorum Mediolani, il manoscritto redatto sul finire del XIII secolo da Goffredo da Bussero e contenente l’elenco delle pievi, chiese, cappelle e altari facenti parte dell’arcidiocesi milanese a quel tempo. Nel Liber la chiesa assaghese è menzionata come in plebe Ghizano loco Axago ecclesia Sancti Desiderii3. La citazione del luogo di culto alla fine del XIII secolo ci permette dunque di fissare un momento in cui certamente esso doveva esistere e già con il suo titulus attuale, sebbene, anche in tal caso, la ricerca archeologica ha dimostrato come questa non fosse la chiesa più antica presente nell’area.

 

Gli scavi archeologici

Nel mese di maggio del 1996, nel quadro degli interventi volti alla preservazione ed al restauro degli affreschi rinascimentali presenti all’interno della chiesa di San Desiderio4, si concretizzarono le possibilità di eseguire uno scavo archeologico al di sotto del piano pavimentale del luogo di culto5. L’area da indagare fu divisa in due lotti: il primo, scavato nei mesi di maggio e giugno 1996, comprendeva l’intera aula; il secondo, eseguito in due momenti differenti nei mesi di giugno e settembre 1997, ha indagato l’area presbiteriale. Un terzo piccolo intervento è stato effettuato nel 1998, quando esigenze statiche avevano reso necessario imbragare con una cintura in cemento armato la fondazione del campanile6.

Lo scavo, pur nelle sue limitate dimensioni, ha consentito di mettere in luce una situazione pluristratificata di grande interesse. I risultati ottenuti rivestono una notevole importanza sia a livello puntuale, poiché hanno permesso di ricostruire la millenaria storia di questo sito centrale per le vicende riguardanti la località di Assago, sia a livello territoriale, considerando la relativa scarsità di testimonianze archeologiche conservate o note nell’areale geografico in cui ci troviamo, l’immediato suburbio sudoccidentale di Milano, consentendo di gettare nuova luce sulle dinamiche insediative e cultuali di queste campagne tra l’età romana ed il Medioevo. In estrema sintesi, la situazione archeologica restituita dagli scavi ha permesso di comprendere come in quest’area dapprima (periodo I) è presente una villa romana, costruita nel I secolo d.C. e rimasta in uso probabilmente fino al V/VI secolo d.C.; ad essa si sovrappone, in un momento inquadrabile nell’ambito del VII secolo d.C., un primo edificio interpretabile come una chiesa (periodo II). Questa struttura ecclesiastica altomedievale rimane in funzione fino all’XI/XII secolo, quando viene smantellata e al suo posto è edificato un secondo luogo di culto, di età romanica, che è quello citato nel Liber notitiae Sanctorum Mediolani (periodo III). Quest’ultimo rimarrà in uso fino alla costruzione della chiesa rinascimentale, databile attorno alla metà del XVI secolo, attualmente conservata in elevato (periodo IV).

1. L’intervento che segue costituisce la prima parziale presentazione dei risultati dello studio effettuato in occasione della tesi di laurea magistrale in archeologia medievale di chi scrive: A. Bona, Gli scavi nella chiesa di San Desiderio ad Assago (MI). Riesame della documentazione archeologica, tesi di laurea discussa presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, rel. Prof. M. Sannazaro, a.a. 2012-2013. Desidero ringraziare sentitamente il professor Marco Sannazaro per tutto l’aiuto che mi ha fornito non solo durante la stesura della tesi, ma parimenti in questa fase di rielaborazione dei dati. In questo contributo saranno presentati principalmente gli aspetti planimetrici e lo sviluppo architettonico del sito, mentre l’analisi di dettaglio dei reperti rinvenuti sarà trattata in altra sede.
2. M.F. Baroni, Le pergamene del secolo XII della chiesa di S. Lorenzo di Milano conservate presso l’Archivio di Stato di Milano, Milano 1989 (Pergamene milanesi dei secoli XII-XIII, 7).
3. M. Magistretti, U. Monneret de Villard, Liber Notitiae Sanctorum Mediolani. Manoscritto della Biblioteca capitolare di Milano, Milano 1917, p. 100C. La pieve di riferimento era quella di Cesano Boscone (Ghizano).
4. Gli affreschi sono considerati, dal punto di vista stilistico, pertinenti alla scuola di Bernardino Luini. La loro descrizione nella visita pastorale del 1566 (v. oltre) ne rende certa una realizzazione attorno alla metà del XVI secolo. Al centro è rappresentata la Madonna in trono con bambino tra i Santi Giovanni Battista e Desiderio, alla sua sinistra è Santa Margherita del drago e alla sua destra Santa Caterina d’Alessandria; a nord è una natività tra Santi; a sud una Madonna con bambino tra i Santi Rocco e Sebastiano. Completano la decorazione pittorica le lunette delle volte nelle quali sono presenti, da nord verso sud, i quattro evangelisti e i quattro dottori della Chiesa; nell’intradosso della volta meridionale è una decorazione a tralci vegetali che, nella lunetta orientale, lascia spazio ad una raffigurazione del modellino della chiesa di San Desiderio.
5. Il cantiere archeologico venne eseguito dalla Società Lombarda di Archeologia Srl, che affidò la direzione del cantiere al dott. Enrico Perencin, sotto la direzione scientifica della dott.ssa Anna Ceresa Mori dell’allora Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia.
6. I risultati preliminari di tali indagini sono editi in A. Ceresa Mori, E. Perencin, Assago (MI). Chiesa di San Desiderio. Scavo archeologico, in “Notiziario della Soprintendenza per i beni archeologici della Lombardia”, 1995-97, Milano 1998, pp. 238-241. Sono stati inoltre dati alle stampe tre volumi a carattere divulgativo e destinati alla circolazione locale: A. Ceresa Mori, V. Seveso, I ritrovamenti archeologici nella chiesa di San Desiderio ad Assago (MI), Assago 1996; D. Calvi, V. Seveso, Assago e le sue cascine nel territorio milanese dalle origini alla fine della seconda guerra mondiale, Motta Visconti 1999; D. Calvi, V. Seveso, Acque, terre e genti di Assago, Buccinasco 2009. Oltre ai tali contributi editi, l’inedito comprendeva le quattro relazioni finali dei lotti, l’intera documentazione di scavo e di post scavo e il complesso dei reperti rinvenuti: tutto questo materiale mi è stato gentilmente messo a disposizione ai fini del mio studio dalla dott.ssa Laura Simone dell’allora Soprintendenza Archeologia della Lombardia.

In foto: Pianta dell’area di scavo con le evidenze riconducibili al periodo III (chiesa romanica).

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