> Federica Cosenza, Lorenzo Curatella

titolo originale: Sepolture di prestigio a Roma nel Basso Medioevo: il caso di Santa Maria Nuovain “IV Ciclo di Studi Medievali”, Atti del Convegno, Firenze 4-5 Giugno 2018, Arcore (MB) 2018, pp. 59-67.

Introduzione

[…] Nel periodo basso medievale si assistette ad una maggiore rigorosità delle pratiche funerarie all’interno delle città. Nel caso romano questo coinvolse in primo luogo gli edifici di culto.
Già dal IX secolo iniziò una controllata proliferazione di tombe del clero all’interno delle chiese, soprattutto a seguito delle traslazioni dei resti dei martiri nelle strutture cittadine. A partire dal XII secolo si diffuse la pratica di realizzare strutture monumentali con la funzione di attestare la memoria dell’individuo anche se questo non implicava necessariamente la presenza delle spoglie al loro interno. Contemporaneamente un ristretto numero di famiglie acquisì prestigio nel campo politico-economico della città di Roma. Da questo periodo i lasciti testamentari contengono regolarmente indicazioni sulla scelta della tomba e, dalla metà del XIII secolo, la fondazione di cappelle all’interno degli edifici ecclesiastici divenne sempre più comune. Questa usanza era uno strumento dal forte valore identitario e mostrava l’esigenza da parte della nobiltà cittadina di differenziarsi dalle altre famiglie. Il fenomeno di questa appropriazione di spazi pubblici con monumenti chiaramente privati era intrinsecamente collegato alle aspirazioni di controllo e potere su specifiche aree della città di Roma.
Tra il XIII e XIV secolo, nuovi personaggi di livello sociale inferiore entrarono progressivamente nella vita prima economica e poi politica di Roma. A livello funerario, facendo propria l’usanza della nobiltà, acquistarono monumenti funebri ed intere cappelle all’interno delle chiese, per sé e la propria famiglia, come simbolo di status sociale. Si appropriarono così dei “posti” prima riservati unicamente ai nobili, baroni e clero, ponendosi in tal modo sullo stesso livello.
Infine, esiste una serie di sepolture legata a personaggi che non necessariamente rientrano in queste tre macro categorie, ma che possiamo definire di livello sociale inferiore, che, seppur con minor frequenza, si attestano all’interno delle stesse chiese. Tali sepolture di minor pregio artistico, ci attestano come l’uso di commissionare una tomba all’interno delle strutture ecclesiastiche fosse una pratica comune nel basso medioevo che, in questo specifico caso, nasce dall’aspirazione di questi personaggi ad ottenere i privilegi caratteristici delle classi più agiate1.

 

Lo scopo del progetto di ricerca è quello di documentare, catalogare e analizzare le sepolture di prestigio, lastre terragne e monumenti, delle chiese della città di Roma, siano esse oggi ancora esistenti o che siano esclusivamente testimoniate dalle fonti storiche. La metodologia di indagine prevede l’unione interdisciplinare tra storia, storia dell’arte, topografia ed archeologia. Tale unione permetterà di analizzare efficacemente il fenomeno, mediante confronti tra le varie realtà romane. Gli obiettivi di tale ricerca sono principalmente due: l’analisi tipologica comporterà la creazione di categorie di sepolture, partendo dall’osservazione dell’iscrizione, dell’eventuale apparato decorativo e del supporto, per poi recuperare una possibile correlazione con la posizione sociale del defunto ed il periodo storico in cui sono state create; l’analisi storico-archeologica approfondirà il rapporto tra la storia delle chiese e lo sviluppo delle sepolture, rintracciando le motivazioni del loro sviluppo topografico all’interno delle strutture e contestualmente ricercando informazioni dettagliate sulla vita e le aree di frequentazione dei singoli defunti.
Le conclusioni di questa ampia ricerca mirano, in primo luogo, a ridefinire la cultura funeraria basso medievale romana, cercando possibili confronti con le altre realtà italiane ed europee, non solo per quanto riguarda la pratica delle sepolture all’interno delle chiese ma anche in riferimento all’uso dei testamenti, alla legislazione ecclesiastica e cittadina, all’organizzazione dei cortei funebri e allo sviluppo di altre consuetudini legate al costume funerario.
Un ulteriore risvolto, prettamente socio economico, sarà legato allo scopo di ricavare informazioni riguardanti i costi di tali pratiche e le attività economiche connesse ad esse, come ad esempio l’esistenza di botteghe specializzate adibite alla realizzazione di lastre funerarie o monumenti, il loro funzionamento ed organizzazione, l’area in cui esse operavano.

1. Per la cultura funeraria medievale v. P. Aries, Storia della morte in Occidente, Milano 1978; I. Herklotz, Sepulcra et monumenta del Medioevo: studi sull’arte sepolcrale in Italia, Napoli 2001; M. Vovelle, La morte e l’occidente, Bari 1993.

In foto: Lastra tombale di Pietro Tompieri e Madonna Iuliana, Santa Maria Nuova, Roma

 

 

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