> Daisy Antonia Petrelli

titolo originale: Elementi decorativi in laterizio nell’architettura medievale pisana. Storia e produzione tra XIII e XV secolo, in “IV Ciclo di Studi Medievali”, Atti del Convegno, Firenze 4-5 Giugno 2018, Arcore (MB) 2018, pp. 363-369.

Introduzione

Le decorazioni in laterizio, più generalmente indicate con il termine di cotto decorato, sono un elemento fondamentale di quel nuovo linguaggio architettonico che si sviluppa a Pisa tra XIII e XV secolo, in una fase storica particolarmente significativa per la città1.
Le numerose vicende politiche internazionali, così come gli scontri interni, portarono alla nascita di nuove classi al potere, le cui tracce sono ancora oggi visibili nei cambiamenti dell’assetto urbano e architettonico di quei secoli. È ben evidente infatti come dal XIII secolo l’edilizia minore inizi a perdere le caratteristiche di netto divario rispetto a quella signorile, attraverso la costruzione di casamenti a uno o due solai, che non differiscono molto dalle domus signorili, ad eccezione del fatto che sono occupati da più famiglie in affitto.
Inoltre, tra XIII e XIV secolo, la vera innovazione è rappresentata dalla nascita dei primi palazzi, ottenuti mediante l’accorpamento di più torri o case-torri a schiera.
Sempre nello stesso periodo, con l’abolizione obbligata degli sporti lignei2, le luci tra i pilastri, degli architravi o degli archi sommitali viene tamponata, per lo più con laterizi. Ormai è nulla la somiglianza nella concezione strutturale tra edilizia maggiore e minore, le differenze si riscontrano invece nelle proporzioni, nella ricchezza dei dettagli degli ambienti e nei materiali3.
Nella centrale zona del Ponte Vecchio, verso la seconda metà del XIV e gli inizi XV secolo, le vecchie tipologie abitative sono sostituite dai primi esempi di palazzi, costruiti questa volta ex-novo secondo un progetto unitario coerente e secondo una concezione orizzontale dello spazio4. Non di rado il laterizio viene utilizzato come elemento decorativo principale nella facciata di queste nuove strutture.
Negli ultimi decenni le indagini sulle decorazioni in laterizio del periodo medievale sono state molteplici a livello nazionale e soprattutto regionale5. Esse hanno messo in luce vari aspetti di carattere prevalentemente formale e stilistico, portando, come nel caso di Lucca, alla formulazione di una prima seriazione crono-tipologica, in cui sono state identificate tre fasi6. Per quanto riguarda nello specifico Pisa7, si è notato come vi siano ancora una serie di aspetti che meritano un ulteriore approfondimento: per questo si è cercato di acquisire nuovi dati che potessero ampliare le informazioni legate alla conoscenza di questi elementi architettonici, focalizzando l’attenzione soprattutto sulla produzione e diffusione di queste decorazioni.

Metodologia della ricerca

In primo luogo è stata effettuata una ricognizione all’interno del centro urbano della città, atta ad individuare tutto il potenziale informativo a disposizione. Gli elementi localizzati sono stati registrati, attraverso delle schede appositamente ideate, in cui si sono raccolte una serie di informazioni, poi rese fruibili e ordinate attraverso l’utilizzo di un database Qgis.
È stato successivamente condotto uno studio volto a comprendere la leggibilità delle fasi più antiche di tutte le strutture presenti all’interno della cerchia muraria della città, poiché si è notato sin da subito come questo fattore potesse influenzare i risultati delle analisi finali e l’individuazione degli stessi elementi.
In un secondo momento è avvenuta la lettura stratigrafica delle fasi edilizie di tutti gli edifici censiti, per cercare delle relazioni tra queste fasi e gli elementi in laterizio decorato, in modo da ottenere dei riferimenti cronologici per poter proporre una datazione degli stessi.
Infine, è avvenuta l’elaborazione di tutte le informazioni, la quale ha portato alla creazione di alcuni strumenti ausiliari, quali una mappa di localizzazione di tutti gli elementi, un abaco relativo agli archi in laterizio in cui sono presenti queste decorazioni e un indice dei motivi decorativi pisani.

  1. Per approfondimenti sulla storia, l’urbanistica e la topografia medievale di Pisa: G. Garzella, Pisa com’era: topografia e insediamento, dall’impianto tardoantico alla città murata del secolo XII, Napoli 1990; E. Tolaini, Forma pisarum, Pisa 1967.
  2. Intorno al 1162 gli Statuti comunali disposero la rimozione di queste strutture lignee qualora vi fosse stato un reclamo esposto. Agli inizi del XIV secolo, verrà decretata l’abolizione obbligata di tutte quelle strutture inferiori a sette piedi di altezza (circa 3,5 m).
  3. F. Redi, Dalla torre al palazzo: forme abitative signorili e organizzazione dello spazio urbano a Pisa dall’XI al XV secolo, in Comitato di studi sulla storia dei ceti dirigenti in Toscana (a cura di), I ceti dirigenti nella Toscana tardo comunale, atti del convegno (Firenze, 5-7 dicembre 1980), Firenze 1980, pp. 647-670.
  4. Esempi sono il palazzo Agostini della famiglia Astai, e le due proprietà dei Gambacorti.
  5. Si citano alcuni studi a livello regionale: A. Alberti, Medioevo in Valdera, San Miniato 1965; F. Gabrielli, Siena medievale: l’architettura civile, Siena 2010.
  6. C. Baracchini, S. Gelichi, R. Parenti, Le decorazione in laterizio, Lucca 1998.
  7. F. Redi, I laterizi nell’edilizia medievale a Pisa e a Lucca. Produzione, impiego, cronologia, in P. Boucheron, H. Broise, Y. Thebert (a cura di), La Brique Antique et Médiévale, Roma 2000, pp. 193-218.

 

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