> Jacopo Celani

titolo originale: Mappare la guerra greco-gotica: primi risultati di un’analisi spaziale delle vicende narrate nel De bello Gothico, in “IV Ciclo di Studi Medievali”, Atti del Convegno, Firenze 4-5 Giugno 2018, Arcore (MB) 2018, pp. 75-85.

La guerra greco-gotica è considerata uno degli eventi cruciali avvenuti sul territorio italiano nel VI secolo e appare fondamentale nel passaggio dalle strutture sociali e economiche tardo antiche a quelle altomedievali1. Indubbiamente il duro conflitto prolungato può essere considerato una delle principali cause di alcuni fenomeni di dissoluzione del sistema tardoantico ancora conservatosi durante il regno ostrogoto. Attraverso la ricostruzione spaziale della guerra per mezzo di una base GIS, questo contributo cercherà di illustrare come la guerra non interessò in maniera omogenea il territorio italiano, né ebbe gli stessi effetti ovunque: obbiettivo è quello di dimostrare come il periodo tra 535 e 553 sia estremamente complesso e articolato e abbia avuto conseguenze diversificate nelle singole regioni d’Italia coinvolte.

Procopio e il Bellum Gothicum

Una fonte storica complessa

Naturalmente una ricostruzione spaziale degli eventi bellici non può che muovere dalla principale fonte storica a nostra disposizione, ovvero i quattro libri che costituiscono il Bellum Gothicum di Procopio di Cesarea contenuti nella Storia delle guerre.

È bene ricordare come quest’opera non nasca come un’effettiva cronaca di guerra, bensì come un’opera letteraria di più ampio respiro che celebra le conquiste di Giustiniano. La sua utilità per il nostro studio non è solo connessa al fatto che Procopio sia il principale autore di riferimento per il regno giustinianeo, ma risiede nel fatto che lo stesso fu al fianco di Belisario sin dal 527 come suo segretario personale2 accompagnandolo attraverso tutte le sue principali campagne militari sui fronti orientali, africano e italiano. Se però Procopio fu testimone diretto di molti degli eventi narrati, dall’assedio di Roma del 537 all’ingresso a Ravenna degli imperiali nel 540, lo scrittore non fu presente nel periodo compreso tra 541 e 553. Di conseguenza, essendo presente in Italia solo fino al 540 d.C., Procopio non assistette direttamente agli eventi militari degli anni successivi, per il racconto dei quali dovette necessariamente utilizzare fonti secondarie3.

In generale il racconto degli eventi all’interno della sua opera appare spesso lacunoso, distorto o comunque mancante. Ciò è principalmente dovuto da un lato ai “filtri” culturali, sociali e politici, riflesso della cultura dell’autore4, che lo portano a evidenziare o a omettere alcuni eventi rispetto ad altri e dall’altro anche dalla natura letteraria dell’opera stessa, in cui le descrizioni degli eventi militari sono diluite in una struttura che alterna discorsi, excursus etnografici, topoi narrativi e descrizioni di azioni di singoli e gruppi.

Dalla fonte storica alla piattaforma GIS

Per cartografare la guerra, dunque, è stato necessario individuare le informazioni “grezze” (luoghi di battaglie o d’assedi, forze coinvolte, vittorie e sconfitte), isolandole dagli elementi letterari e accessori della narrazione5; queste informazioni sono state poi riportate su una piattaforma GIS che permettesse di visualizzare, anno per anno, gli spostamenti, i combattimenti e l’avanzata dei fronti ricostruendo, quindi, il progredire della guerra lungo la penisola e i territori interessati dagli scontri. Sebbene questa analisi spaziale sia ancora a livello preliminare, e quindi suscettibile di ulteriori affinamenti, quello che emerge e che intendo esporre in questo contributo, è che la guerra danneggiò sì la maggior parte della penisola, ma lo fece con intensità e modalità diverse a seconda delle aree che interessò in differenti momenti cronologici.

  1. T. S. Brown, Gentlemen and officers: imperial administration and aristocratic power in Byzantine Italy A.D. 554-800, Londra 1984, pp. 3-6.
  2. A. Cameron, Procopius and the sixth century, Londra 1985, pp. 6-10.
  3. I. Colvin, Reporting battles and understanding campaigns in Procopius and Agathias: classicising historians’ use of archived documents and sources, in “War and Warfare in Late Antiquity”, vol. 8.2, Leiden, Boston 2013, pp. 574-576.
  4. A. Cameron, Procopius and the sixth century cit., p. 6 e pp. 191-193.
  5. I. Colvin, Reporting battles and understanding campaigns in Procopius and Agathias: classicising historians’ use of archived documents and sources cit., Ibidem.

In foto: La mappa illustra i centri, Poleis o Phrouria, interessati da episodi d’assedio.

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